H1: Salute mentale e gravidanza: la costruzione di una nuova identità
La gravidanza rappresenta per tutte le donne un cambiamento importante nella vita. Un cambiamento che, tra le tante altre cose, implica la costruzione di una nuova identità.
E parliamo di costruzione perché non è qualcosa che avviene immediatamente e ogni donna arriva a identificarsi nell'‘essere madre’ in momenti diversi. Alcune lo fanno durante la gravidanza, altre dopo il parto e altre ancora del tempo dopo che il bambino è nato.
H2: Da figlie a madri
Fino al momento della gravidanza, la donna si riconosce nel ruolo di figlia, ma a partire da esso le tocca assumere una nuova identità.
Ora è figlia, ma è anche madre, e questa è un'esperienza completamente nuova. Come tale, il vissuto del diventare mamma può arrivare carico di paure.
Tuttavia, queste paure non sono qualcosa di negativo, bensì sono fondamentali. Anche se possono arrivare ad angosciarti, queste nuove paure ti permettono di anticipare le situazioni, pensare a progetti futuri e cercare alternative quando è necessario. La paura diventa un meccanismo naturale che ci aiuta a costruire un'idea della realtà e ad avere un certo controllo su di essa.
H2: Navigare le tue paure
Un modo per affrontare queste paure nel miglior modo possibile è chiederti cosa abbiano in comune con la tua storia personale. In molti casi, questo ti permetterà di identificare il tipo di paura come una che avevi già abitualmente prima di diventare madre.
È importante cercare di individuare degli schemi tra queste paure e le tue paure abituali, poiché così potrai sapere cosa hanno a che fare con la tua storia e con il tuo passato.
In questo modo passa dall'essere una paura astratta che invade tutto a una paura specifica, ‘con nome e cognome’.
Per esempio, ci sono paure legate alle nostre stesse capacità. Ti interroghi spesso su quanto sei capace? Può trattarsi anche di paure legate alla salute del bambino. Come vivi la malattia o la morte? Forse possono apparire paure relative al parto. Com'è il rapporto con il tuo corpo o con la paura del dolore?
La realtà è che esistono infinite paure, ma queste seguono la linea delle nostre paure abituali, solo adattate al nostro nuovo contesto di maternità.
Il poterle integrare nella tua storia dà loro un contesto e fa sì che perdano consistenza e potere su di te.
H2: Maternità e immaginazione
Dopo il terzo mese di gestazione, quando i medici danno il via libera alla vitalità della gravidanza, inizia a entrare in gioco l'immaginazione.
Si costruisce allora un'idea di come sarà il bambino, con tutte le informazioni che hai acquisito fino a quel momento, con i tuoi desideri e le tue paure incorporate. Questa idea ti serve da salvagente in mezzo a tanta incertezza, in questa fase di non sapere, e ti prepara per ciò che verrà dopo. Man mano che si avvicina il momento del parto, quell'idea di bambino immaginato che avevamo inizia a sfumare per lasciare che la realtà entri in gioco.
Al momento del parto, il bambino immaginato e quello reale si incontrano per la prima volta.
H2: Le tue emozioni da mamma
Questo processo di costruzione di una nuova identità è emotivamente intenso, e a ciò bisogna aggiungere il cocktail ormonale che ci assale in questa fase e i cambiamenti fisici che lo accompagnano.
Ciò può provocare spesso una sensazione di essere sopraffatta, triste, irascibile e sensibile. E il modo migliore per affrontare questi sentimenti è accompagnarti sapendo come stai e conoscendoti.
La nostra raccomandazione è quella di evitare di esporti a situazioni che sai che ti alterano. Queste situazioni possono includere persone, luoghi o esperienze che sai non farti bene. Se non c'è modo di evitarle, prenditi cura di te il più possibile prima di esporti. Per esempio, se sai che devi avere una conversazione con una persona che ti altera, prepara per tempo ciò che vuoi dire, riposa bene il giorno prima e cerca di fare qualcosa che ti piace subito prima.
Se nonostante questa preparazione si presenta una situazione che ti porta al limite, arriverai ad essa conoscendoti e comprendendoti, il che ti dà strumenti per uscire da quello stato e proteggerti.
Ricorda sempre che tu sei la tua miglior alleata e la tua peggior nemica, quindi cerca comportamenti di autocura che ti accompagnino in questi mesi di gravidanza.
E uno di questi comportamenti chiave sarà sempre chiedere aiuto, lasciare che si prendano cura di te e che ti coccolino. Soprattutto se rilevi che le paure ti sopraffanno nella quotidianità, o che senti che il legame che stai costruendo con il tuo bambino è negativo, è il momento di farti sostenere da un professionista.
È anche una buona idea contare su un supporto psicologico in gravidanze particolarmente impegnative a livello fisico per la donna, come una gravidanza in cui sperimenti molti vomiti (iperemesi gravidica) tanto nel primo trimestre quanto nei successivi, poiché il vissuto della gravidanza è molto influenzato da questa componente fisica.
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