Infertilità maschile: è il momento di parlarne di più

È arrivato il momento, o forse lo è già da tempo, di parlare di infertilità maschile: perché è un problema e per risolvere i problemi serve consapevolezza.
Ma perché se ne è parlato sempre così poco, o comunque mai abbastanza?
Quando si parla di riproduzione, o di avere figli, l’uomo passa sempre più in secondo piano, viene visto come una persona numero due che contribuisce. Si lascia alla donna il ruolo di protagonista della scena: lei diventa mamma, lei ha deciso di avere un bambino, lei lo porta in grembo e lei non riesce ad avere figli.
Il padre sembra quasi che “diventi papà dopo” e che abbia assecondato il desiderio di figli della sua compagna, che abbia un ruolo di secondarietà nell’atto e nella decisione di avere figli. Soprattutto raramente si mette in discussione il fatto che “l’uomo non riesca ad avere figli”.  Fermatevi un secondo a pensare e sarà evidente questa credenza popolare nel modo di pensare e rapportarsi all’infertilità.

Quando in una coppia subentrano le prime difficoltà ad avere un bambino, la prima mossa di diagnosi proviene sempre dalla donna, che si mette in discussione, vuole capire che tipo di problema ha: non che tipo di problematica ha la coppia o chi dei due ha una difficoltà.
Le motivazioni di questi pensieri risiedono un po’ nel contesto socioculturale che ci circonda: le donne sono coloro che hanno la possibilità di procreare. Ma da quando lo fanno da sole? È comunque chiaro che maggiore attenzione in tutte le fasi della gravidanza sia data alla donna in quando vi è necessità di maggiori attenzioni di maggiori responsabilità. Questo tende a marginalizzare ulteriormente l’uomo in anche dal punto di vista della responsabilità.
Il fatto di contribuire al concepimento ma non all’effettiva gestazione lo rende una sorta di cornice nel quadro della genitorialità.

Ma anche un bellissimo quadro con la cornice sbagliata perde valore e bellezza. 

Perché se ne parla poco: cos’è l’infertilità maschile

Si è sempre considerata l’infertilità come un problema, una mancanza, del tutto femminile. Basti pensare al termine stesso: infertilità. Si dice di un terreno dove non cresce nulla, “madre natura ha reso quel terreno sterile, non ci si può seminare perché non crescerà mai nulla”. Forse il fatto di associare semanticamente il termine infertilità alla terra, da cui tutto nasce, ha fatto sì che per madre terra si sia passati a madre, di qualsiasi genere. Abbiamo una rappresentazione emotiva delle donne che soffrono di infertilità, abbiamo le loro esperienze, le loro soluzioni. Ma abbiamo il corrispettivo maschile?

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) considera l'infertilità una patologia e la definisce come l'assenza di concepimento dopo 12/24 mesi di regolari rapporti sessuali mirati non protetti.

Infertilità maschile

Questa definizione tuttavia porta con sé delle imprecisioni. Come sottolinea la SIAMS (Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità), servirebbe distinguere dalla patologia dell’infertilità, il termine “sterilità” ovvero l’impossibilità di una coppia, o di uno dei due partner di poter concepire.
L’infertilità, oggi, riguarda circa il 20% delle coppie e si distribuisce in maniera equa all’interno della coppia. Questo significa che, rispetto a quanto si conosceva del passato, nel 50% dei casi di difficoltà a concepire una gravidanza il problema risiede nella riproduttività maschile. Significa un caso su due.

L’infertilità maschile riguarda circa il 7% degli uomini di tutto il mondo e si distingue per essere sempre più diagnosticata tra i più giovani. È una tra le cause più diffuse dell’infertilità di coppia che oggi colpisce il 15 % delle coppie.
Si tratta di una produzione insufficiente di spermatozoi, oppure un’insufficiente qualità degli spermatozoi prodotti. Quantità e qualità negative degli spermatozoi influiscono negativamente e ostacolano il concepimento.

Infertilità vs Sterilità

L’infertilità si distingue dalla sterilità, come detto sopra. Infatti, l’infertilità è una patologia che altera le possibilità di concepimento, mentre la sterilità le annulla.
Il termine sterilità è usato nelle circostanze in cui c’è una assenza totale o marcatamente insufficiente di spermatozoi qualificati al concepimento, oppure quando al momento dell’eiaculazione gli spermatozoi presenti nel liquido seminale sono morti.

Cause dell’infertilità maschile

La ricerca scientifica è ancora molto al lavoro su questo fronte. Mentre le cause e i dettagli dell’infertilità femminile sono più noti, perché da sempre oggetto di studi più approfonditi, le corrispettive cause dell’infertilità maschile sono ancora una fonte di ricerche. I fattori che la provocano sono molti e diversi tra loro ma ciò che li accumuna è uno sviluppo fisiologico o un danneggiamento dei testicoli.

Infertilità maschile

Tra le cause si trovano situazioni patologiche come:

  • Malattie sessuali, in particolare quelle trasmesse, come la Gonorrea, la Clamidia e tante altre, che alterano la produzione e la qualità dello sperma
  • Interventi chirurgici che hanno interessato le zone dell’apparato genitale e urinario che in qualche modo ostacolano la normale capacità riproduttiva maschile. Tra questi interventi rientra anche la mancata discesa fisiologica dei testicoli nel primo anno di vita del bambino
  • Infiammazioni dei testicoli o varicocele. Quest’ultima patologia è caratterizzata da una dilatazione delle vene dei testicoli e, se non adeguatamente trattata, porta un danneggiamento alla produzione degli spermatozoi. Anche le infiammazioni alle vie seminali.

Si presentano anche altre cause che possono essere maggiormente evitate grazie ad una maggiore consapevolezza e attenzione verso questa problematica. Si tratta delle cause introdotte dall’ambiente e dalle abitudini della persona:

  • Eccessivo calore: la temperatura che presiede i testicoli deve essere controllata. Fonti di calore eccessive possono influenzare la qualità degli spermatozoi e quindi aumentare il rischio di infertilità. Per questo sono sconsigliati pantaloni o altri abiti molto aderenti che possono irritare o alzare la temperatura dei genitali
  • Traumi: sono spesso sottovalutati, ma sono tra le più semplici cause di mal funzionamento degli organi genitali. Sono un organo molto delicato e traumi da schiacciamento possono variarne il funzionamento interno per lunghi periodi.
  • Disfunzione erettile: c’è una chiara correlazione tra le due patologie.
  • Ambiente: i rischi ambientali sono riferiti all’esposizione di radiazioni dirette o indirette, al continuo respirare aria non pulita che contiene microplastiche, vernici, solventi o altri vapori tossici per il nostro organismo.
  • Stile di vita: ultimo, ma non per importanza. Con stile di vita di intendono le cattive abitudini come fumo, droghe, alcool che influenzano la nostra salute sotto qualsiasi aspetto, ma ancor di più la produzione di qualità dello sperma, perché vanno a danneggiare l’integrità del DNA che contengono. Tutte le cattive abitudini che danneggiano la nostra salute danneggiano anche la qualità dello sperma e quindi influenzano la fertilità: sedentarietà, sovrappeso, una cattiva alimentazione sono anch’essi responsabili.

L’età incide?

La risposta è . Come per qualsiasi parte dell’età nostro corpo, con l’avanzare dell’età anche la qualità dello sperma diminuisce e cambia il funzionamento degli organi genitali. Con l’aumento degli anni, peggiora progressivamente la qualità della produzione seminale.
In un uomo maturo, e ancor di più in un uomo anziano, l’attività spermiogenica diminuisce a causa di una minor quantità di cellule che producono testosterone. Con l’avanzare dell’età anche la motilità, ovvero la reattività e la velocità degli spermatozoi cala, così come cala anche la quantità di volume eiaculato.
Come è giusto che sia, tutte le funzioni fisiologiche del nostro corpo rallentano con l’avanzare dell’età fino a terminare il loro ciclo funzionale.

Stessa cosa vale per la donna. Forse è proprio questo che significa “Fate i figli finché siete giovani”? o forse finché siete in forza?

L’avanzare dell’età comunque non è una barriera che fa da confine, perché gli ultimi studi e ricerche scientifiche testimoniano che l’infertilità maschile aumenta tra gli individui più giovani del 20% all’anno. È proprio questo trend che fa allarmare le ricerche e porta a considerare un altro punto di vista che fino a poco tempo fa è rimasto nascosto: due parti e due persone sono coinvolte nel concepimento.

Infertilità maschile

Come aumentare la fertilità maschile

Il consiglio principale sarà sempre quello di rivolgersi al proprio medico o ad un medico specialista che possa consigliare le migliori pratiche e attività per limitare l’influenza di questa patologia durante il concepimento.
Prevenzione, come sempre, è una delle risposte. Prevenzione significa anche andare dal medico qualora si abbia il sospetto. Consapevolezza è la risposta numero due.
Chiedere aiuto ad un medico specialista nei casi di infertilità non rende l’uomo meno capace di essere padre, ma aiuta a diveltarlo.

“Secondo un recente studio effettuato nel 2013 in Italia, l’intervallo medio fra il prendere atto di un problema di infertilità e la prima visita presso uno specialista è di circa 13 mesi, mentre il tempo che passa fra visita e l’inizio di un percorso di cura è di circa 10 mesi” (Fonte: Gruppo Ivi, il più grande gruppo di riproduzione assistita in Italia)

È l’Istituto Superiore di Sanità stesso a dare le indicazioni e le accortezze principale per proteggere la fertilità maschile in ogni gesto quotidiano.
Non fumare e non bere eccessivamente alcolici è tra i primi.
Fumo e alcool danneggiano la produzione di spermatozoi: ne diminuiscono il volume e alterano le qualità di quelli prodotti.
Condurre uno stile di vita sano, come abbiamo detto è la base, ma ci sono altre accortezze naturali che si possono adottare senza invasività.
Si tratta di integrare la dieta con elementi e micronutrienti importanti per la produzione di qualità dello sperma. In particolare:

  • Acidi grassi: in particolare l’Omega-3, sono grassi essenziali per strutturare le membrane cellulari. Negli spermatozoi la composizione della membrana cellulare influenza la capacità di fecondazione dell’ovulo, quindi è importante che gli spermatozoi siano ricchi di acidi grassi omega-3 per rinforzare le membrane cellulari.

Inoltre, gli Omega-3 hanno anche una funzione antiossidante, responsabile di abbattere lo stress ossidativo, uno dei fattori che influenza maggiormente la fertilità maschile.

  • Antiossidanti: sono importanti per tutto il nostro organismo, ma ancora di più per la salute degli spermatozoi. Infatti, il metabolismo delle cellule seminali produce già una dose fisiologica di radicali liberi che devono essere sconfitti per garantire una salute degli spermatozoi stessi.

Lo zinco è un minerale indispensabile alla sana produzione di spermatozoi e ne migliora la qualità proprio grazie all’azione antiossidante.
Il selenio è un altro elemento essenziale per lo sviluppo delle caratteristiche fondamentali degli spermatozoi quali, motilità, morfologia e concentrazione.

Vitafertil: aiuta la prevenzione

SanaExpert, come sempre pensa al vostro benessere a 360°. Abbiamo sempre creduto che madre natura facesse il suo lavoro al meglio e durante il nostro lavoro ne abbiamo potuto avere la certezza. Raccogliamo dalla natura gli ingredienti essenziali per la nostra salute e il nostro benessere. Madre natura non è infertile.

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Prendendo gli ingredienti di altissima qualità che la natura ci offre abbiamo formulato VitaFertil, un integratore alimentare ricco di vitamine e minerali per la fertilità maschile. La sua formula aiuta la riproduzione dello sperma aumentandone la fertilità e la capacità di fecondazione. Agisce regolando l’attività ormonale e quindi permette un nuovo equilibrio alla fertilità in generale.
Le vitamine contenute al suo interno riducono la stanchezza, lo spossamento e l’affaticamento. Gli antiossidanti che provengono da zinco, selenio, acidi grassi estratti dal sale di magnesio, acido folico e vitamina C permettono di ridurre notevolmente lo stress ossidativo al quale gli spermatozoi sono particolarmente sensibili.
La provenienza degli elementi che lo compongono è completamente vegetale, questo rende VitaFertil adatto anche a vegani e vegetariani. È primo di glutine e di lattosio, per poter soddisfare le esigenze di tutti i profili dei nostri clienti.

Per Lui VitaFertil, e per Lei Natalis Pre, l’amore è nell’aria per tutti.

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